Ricercadi Redazione

Claude Sonnet 5 seleziona una terapia e opera il cervello di un topo

Un agente basato su Claude Sonnet 5 ha scelto in autonomia una terapia genica ed eseguito un intervento al cervello su un topo affetto da epilessia.

In breve

  • Un agente basato su Claude Sonnet 5 ha selezionato autonomamente una terapia genica da una lista di 19 opzioni per trattare un topo con epilessia.
  • Il sistema ha ricavato le coordinate cerebrali analizzando la letteratura scientifica e ha controllato un dispositivo chirurgico motorizzato munito di videocamere.
  • Durante l'intervento l'agente si è rifiutato di proseguire a causa di un disallineamento della calibrazione hardware che superava i suoi limiti di sicurezza.
  • I modelli Claude Opus 5 e Claude Opus 5.5 si sono rifiutati a priori di eseguire la procedura sull'animale vivo.
  • La supervisione è stata garantita da un veterinario dotato di un interruttore di emergenza fisico; il topo ha superato l'intervento con successo.

A fine ottobre 2026, Gabriel Ocana-Santero, co-fondatore della startup Exin Therapeutics e dottorando all'Università di Oxford, ha reso noto un esperimento in cui un agente di intelligenza artificiale ha pianificato e guidato in autonomia un intervento chirurgico su un mammifero vivente. Il sistema, basato sul modello Claude Sonnet 5, ha individuato il farmaco genico, definito la regione cerebrale bersaglio e controllato un braccio robotico per eseguire l'iniezione su un modello murino di epilessia, operando senza un processo decisionale umano nelle fasi di scelta.

Cosa è stato annunciato

I ricercatori hanno fornito all'agente un elenco di 19 possibili terapie geniche e l'accesso a un apparato chirurgico motorizzato dotato di telecamere, con l'unico obiettivo di ridurre le crisi epilettiche nel modello animale. Il sistema ha analizzato i meccanismi biologici alla base delle crisi e ha selezionato un trattamento mirato a potenziare una specifica via di segnalazione inibitoria nel cervello. Ha quindi individuato la struttura cerebrale ritenuta dalla letteratura scientifica l'origine delle crisi, scartando esplicitamente un secondo bersaglio perché considerato meno affidabile in studi precedenti.

Per calcolare le coordinate stereotassiche — i parametri tridimensionali millimetrici usati per localizzare punti specifici nel cervello — l'agente ha estratto e mediato i dati da tre articoli scientifici, stabilendo in autonomia anche volume, velocità di iniezione e tempi di attesa. Durante l'operazione, la macchina ha analizzato il campo chirurgico attraverso le videocamere registrando 32 osservazioni visive, monitorando l'avanzamento dell'iniezione e verificando l'assenza di emorragie.

L'esperimento prevedeva la presenza di un veterinario abilitato a supervisionare ogni passaggio irreversibile e dotato di un pulsante di emergenza fisico per interrompere l'alimentazione dei motori. A metà procedura, dopo una disconnessione, l'agente si è però rifiutato di proseguire: ha calcolato che la posizione bersaglio superava il raggio di movimento fisico consentito dallo strumento, bloccando l'azione per rispettare i limiti di sicurezza imposti. Anche dopo ripetuti tentativi di ricalibrazione da parte dei ricercatori, il modello non ha ripreso l'operazione. Una verifica manuale ha confermato che l'AI aveva ragione: aggiustamenti manuali effettuati in precedenza avevano sfasato il sistema di controllo, costringendo Ocana-Santero a correggere il codice manualmente prima di completare la procedura. L'animale si è successivamente ripreso senza complicazioni.

Cosa cambia per chi usa l'AI

L'esperimento segna un precedente per il paradigma definito dai ricercatori "in vivo lab in the loop", in cui agenti software complessi vengono integrati direttamente con strumentazioni di laboratorio fisiche. A differenza dei robot chirurgici tradizionali, dove l'hardware esegue con precisione traiettorie stabilite dall'operatore umano, in questo caso l'agente ha operato come pianificatore scientifico ed esecutore fisico.

La sperimentazione mette però in luce le complessità dell'allineamento dell'AI (il campo di studio che cerca di garantire che i modelli seguano fedelmente gli intenti umani nel rispetto della sicurezza). La scelta del modello ha evidenziato forti divergenze interne: i modelli più avanzati Claude Opus 5 e Opus 5.5 si sono categoricamente rifiutati di avviare la procedura sull'animale vivo, sostenendo che il rischio di fermarsi a metà intervento con un ago inserito nel cervello fosse inaccettabile rispetto al non iniziare affatto. La successiva decisione di Sonnet 5 di bloccare la procedura a fronte di un'incongruenza hardware mostra come i vincoli di sicurezza possano rivelarsi tanto essenziali per prevenire danni quanto complessi da gestire in contesti operativi critici e sensibili al tempo.

Domande frequenti

In cosa differisce questo test dai normali interventi con robot chirurgici?

Nei robot chirurgici tradizionali è il medico umano a stabilire terapia, piano operatorio e traiettorie, lasciando alla macchina la pura esecuzione meccanica. In questo esperimento, l'agente AI ha invece selezionato in autonomia sia il farmaco sia le coordinate anatomiche prima di azionare il dispositivo.

Perché Claude Sonnet 5 ha bloccato l'operazione a metà procedura?

A seguito di una disconnessione, il modello ha rilevato che la posizione calcolata eccedeva il limite di movimento fisico dello strumento. Ritenendo non sicura la manovra, ha rifiutato i comandi di riavvio finché il ricercatore non ha corretto manualmente il codice del sistema di controllo.

Quali altri modelli sono stati valutati per questo esperimento?

I ricercatori hanno testato anche Claude Opus 5 e Claude Opus 5.5, ma entrambi hanno rifiutato di svolgere l'esperimento, ritenendo eticamente rischioso iniziare una procedura che rischiava di interrompersi con l'ago inserito nel cervello dell'animale anestetizzato.

Fonti

Come è nato questo articolo Una prima bozza è stata preparata con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire dalle fonti qui sopra; il testo è stato poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo · Segnala un errore

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