OpenAI raccoglie 11 miliardi: valutazione a 1.250 miliardi
OpenAI ottiene 11 miliardi di dollari e tocca una valutazione di 1.250 miliardi, mentre il mercato dei grandi modelli fa i conti con nuove incertezze.
In breve
- OpenAI ha raccolto finora 11 miliardi di dollari in un round che valuta l'azienda 1.250 miliardi di dollari.
- L'operazione non è ancora conclusa e potrebbe salire a un totale di circa 20 miliardi nelle prossime settimane.
- Inizialmente OpenAI puntava a raccogliere 30 miliardi di dollari su una valutazione di 1.400 miliardi.
- La rivale Anthropic ha avviato l'iter per l'IPO ma gli investitori stimano una valutazione ridotta a 1.100 miliardi.
- OpenAI ha rimandato la propria IPO al prossimo anno per concentrarsi preliminarmente sulla sicurezza dei modelli.
OpenAI ha raccolto 11 miliardi di dollari nell'ambito di un nuovo round di finanziamento che porta la valutazione della società a circa 1.250 miliardi di dollari. L'operazione, riportata all'inizio di novembre da Bloomberg attraverso fonti vicine alla vicenda, rappresenta una prima tranche di una raccolta fondi più ampia che non si è ancora conclusa e che potrebbe raggiungere complessivamente i 20 miliardi di dollari nelle prossime settimane.
Cosa è stato annunciato
I fondi finora ottenuti confermano la crescita del valore aziendale rispetto alla primavera precedente, quando a marzo OpenAI aveva raccolto 122 miliardi di dollari toccando una valutazione di 852 miliardi. Ciononostante, i risultati attuali si attestano al di sotto dei piani originari: a fine settembre, infatti, l'azienda puntava a raccogliere fino a 30 miliardi di dollari a fronte di una valutazione di 1.400 miliardi.
La revisione dei target riflette un momento di forte cautela per il comparto tecnologico, caratterizzato da un calo dei corsi azionari e da un clima politico mutato. L'ampia vittoria democratica alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e la crescente contrarietà dell'elettorato verso i data center (le grandi infrastrutture fisiche che ospitano server e sistemi di calcolo per l'AI) alimentano le preoccupazioni per possibili restrizioni normative sul settore.
La notizia coincide inoltre con i preparativi per lo sbarco sui mercati di Anthropic, la principale concorrente di OpenAI. Anthropic ha presentato la scorsa settimana il modulo S-1 per la propria IPO (Initial Public Offering, l'offerta pubblica iniziale per quotarsi in borsa). Tuttavia, l'interesse dei potenziali acquirenti si è raffreddato: le stime attuali indicano una valutazione potenziale di circa 1.100 miliardi di dollari, nettamente inferiore rispetto ai 2.000 miliardi previsti dagli investitori solo un mese fa.
Cosa cambia per chi usa l'AI
Sul versante operativo, OpenAI ha deciso di posticipare i propri piani di quotazione in borsa, inizialmente ipotizzati entro l'anno in corso, rimandando l'operazione al prossimo anno. Il CEO Sam Altman ha spiegato che la priorità della dirigenza è attualmente incentrata sulla sicurezza dei modelli piuttosto che su una rapida corsa verso i mercati finanziari, pur sottolineando come un ritardo eccessivo nell'apertura al pubblico azionario non sia auspicabile.
Per le realtà che integrano o sviluppano soluzioni basate su questi sistemi, questo scenario evidenzia un rallentamento nell'espansione finanziaria indiscriminata a favore di una gestione più prudente dei requisiti di sicurezza e dell'impatto delle infrastrutture fisiche sul territorio.
Domande frequenti
A quanto ammonta la nuova valutazione di OpenAI?
La valutazione stimata ha raggiunto 1.250 miliardi di dollari (1,25 trilioni secondo il sistema anglosassone) a fronte di una raccolta parziale di 11 miliardi.
Quando si quoterà in borsa OpenAI?
OpenAI ha rinviato il debutto inizialmente previsto per quest'anno e le previsioni attuali puntano a un'eventuale quotazione nel corso del prossimo anno.
Quali problemi stanno affrontando OpenAI e Anthropic sul mercato?
Entrambe le aziende registrano valutazioni inferiori agli obiettivi iniziali a causa del calo dei titoli tecnologici, delle incertezze normative dopo le elezioni USA e dell'opposizione pubblica verso i consumi dei data center.
Fonti
Come è nato questo articolo Una prima bozza è stata preparata con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire dalle fonti qui sopra; il testo è stato poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo · Segnala un errore